Paolo Cozzi, ospite d’eccezione della Volley Team Pioltello

Entusiasmo ed emozioni martedì sera in casa della Volley Team Pioltello. Ospite d’eccezione infatti durante il consueto allenamento delle under 16 è stato il campione della pallavolo Paolo Cozzi. Un «centrale vecchio stampo» – come lui stesso si è definito – che in carriera si è tolto parecchie soddisfazioni anche con la maglia della Nazionale come la doppia vittoria agli europei e l’argento alle Olimpiadi di Atene nel 2004. La sorpresa organizzata dal coach Valerio Zenaro ha permesso alle giovani di ascoltare racconti e aneddoti di quel fuoriclasse ammirato e per molte punto di riferimento. Grazie ai consigli dell’ex azzurro che si è allenato affianco alla squadra, ognuno ha potuto apprendere qualche “trucco del mestiere” e perfezionare il proprio modo di giocare. In chiusura partitella, foto e tanti sorrisi per una serata davvero speciale.

La squadra under 16 Volley Team Pioltello con al centro Paolo Cozzi

La squadra under 16 Volley Team Pioltello con al centro Paolo Cozzi

Di seguito l’intervista realizzata a Paolo Cozzi:

Quando e come è nata la passione per la pallavolo?

«È nata per caso, a dieci anni giocavo a calcio e feci perfino un provino come portiere nelle giovanili del Milan. Mi presero tuttavia da casa mia fino al campo d’allenamento era troppo lontano e scomodo, quindi mia madre decise di farmi smettere. In seconda media verso i 13 anni ho scoperto la pallavolo, inizialmente solo una passione che poi si è trasformata nel più bello dei lavori. Come ultima esperienza sono stato a Monza, poi mi sono ritirato e ho aperto un negozio di volley, Primo Tempo, in via Piero della Francesca a Milano. Quando smetti non ti manca lo spogliatoio o i compagni, piuttosto l’entusiasmo del pubblico. In questo modo posso mantenere il contatto con gli adolescenti e restituire indietro quello che avuto negli anni, in particolare l’affetto e i loro sorrisi».

Nella tua carriera hai conquistato importanti traguardi: qual è il ricordo più bello?

«Sicuramente la sfilata olimpica ad Atene, è stata senza dubbio un’emozione indescrivibile. In televisione non si può capire cosa si prova, anche dopo undici anni lo vivi come se fosse ieri, ti rimane impresso nella mente e stampato sulla pelle».

Quale consiglio senti di poter dare ai giovani che vorrebbero diventare dei professionisti?

«Fondamentale è allenarsi bene, concentrandosi sugli esercizi e lasciando da parte i pensieri della quotidianità dal compito in classe al fidanzato. Per quanto riguarda l’alimentazione certamente gli atleti devono mangiar sano, in serie A il menù era pasta in bianco o al pomodoro, petto di pollo o bresaola e una fetta di crostata con uno strato invisibile di marmellata. A 18 anni quando ero a Modena ammetto che qualche sgarro l’ho fatto, lì a tavola tra cibi con panna e prosciutto era difficile resistere. Comunque se proprio avete voglia di un panino con l’hamburger e patatine fritte (sorride ndr) fatelo dopo la partita…».

Quali sono i valori che lo sport può insegnare?

«Lo sport è uno strumento di aggregazione, permette di creare amicizie ed imparare regole che valgono anche nella vita. È bello vedere i giovani mettersi in discussione, per tre sere alla settimana sudare in palestra invece di stare sdraiati sul divano a guardare la televisione».

Servizio a cura di Davide Nunziato

Paolo Cozzi a Pioltello

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