Multe non pagate: arriva il prelievo diretto dal conto corrente, ma solo in alcuni casi.

Pignoramento automatico se non hai pagato una multa e hai un conto corrente, è questa la novità che consente  all’Agente della Riscossione (Agenzia Entrate Riscossione), di prelevare direttamente dal conto corrente, l’intero importo. Un pignoramento automatico che, tuttavia, deve rispettare alcune garanzie nei confronti dell’automobilista affinché questi abbia sempre il tempo per opporsi e presentare le proprie difese.

C’è poco da stare tranquilli nel caso di multe non pagate. Il fisco può infatti mettere le mani nel conto corrente e procedere con il prelievo. Non sempre, intendiamoci, e la procedura non è e non può essere automatica. Tuttavia una della possibilità che il contribuente deve mettere in conto. Meglio dunque sapere in quali circostanze può verificarsi questa situazione. La questione è in realtà molto più semplice di quanto si possa immaginare: nel caso di ricezione della cartella esattoriale per una multa non pagata e di insistenza del non effettuare il versamento, l’agente della riscossione può procedere al pignoramento forzato sul conto corrente senza il via libera dell’autorità giudiziaria. Resta naturalmente sempre in piedi la possibilità di proporre opposizione se si considera illegittima la multa ricevuta.

Come avviene il prelievo diretto

Non ci sono dunque particolari complicazioni nella procedura che conduce al prelievo diretto dal conto corrente nel caso di multa non pagata. In seguito al mancato pagamento della cartella, l’Agenzia delle entrate non fa altro che notificare un atto di pignoramento alla banca e al contribuente coinvolto. Fissa un termine di 60 giorni per mettersi in regola per evitare che l’istituto di credito possa prelevare le somme richieste. Si ricorda che oltre all’importo della multa, vanno inclusi interessi, sanzioni e oneri di riscossione. E attenzione, in questa casistica non rientrano solo le tradizionali e comuni multe per violazione del codice della strada, ma anche le inadempienze rispetto agli obblighi tributari, come nel caso del bollo auto. Quest’ultima, si ricorda, è una imposta legata al possesso del veicolo e non alla circolazione del mezzo. Diverso è il caso della prescrizione, che di fatto mette a riparo da prelievi forzati dal conto corrente. I tempi sono diversificati:

  1. per le multe per violazione del Codice della strada sono di 5 anni
  2. per il bollo auto sono di 5 anni
  3. per il Canone Rai sono di 10 anni
  4. per i diritti annuali Camera di Commercio sono di 10 anni ovvero 5 anni per le sanzioni per omesso o ritardato pagamento.

Ma è sempre possibile proporre ricorso contro la multa

Ci sono tempi da rispettare e modi ben precisi per contestare la ricezione di una cartella esattoriale ricevuta dall’Agenzia delle entrate. Naturalmente il contribuente deve essere sicuro che l’addebito sia infondato prima presentare le sue contestazioni e chiederne l’annullamento. Ebbene, in caso di mancato pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella il concessionario avvia le procedure esecutive. Se l’Ufficio di riscossione delle Entrate riscontra che l’atto è effettivamente illegittimo è tenuto ad annullarlo in base alle norme sull’autotutela e a effettuare il cosiddetto sgravio. Se il provvedimento di autotutela comporta l’annullamento parziale della iscrizione a ruolo, l’ufficio competente deve comunicare anche l’ammontare delle maggiori imposte che restano dovute, oltre alle sanzioni collegate.

Il contribuente inadempiente dispone di due strumenti per prevenire le vertenze con il fisco o chiudere quelle già iniziate. C’è il concordato con cui patteggiare l’entità dell’imponibile sia quando si è ricevuto un accertamento sia prima di averlo ricevuto, quando si è subito un controllo da parte dell’amministrazione. E c’è la conciliazione che permette di mettere fine a una controversia quando è già stato presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale, evitando le lungaggini e le spese dei vari gradi di giudizio, e usufruendo della riduzione delle sanzioni a un terzo.

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