Guerra contro la libertà

Chiamateli assassini. Non pazzi, fanatici o mitomani. Semplicemente otto assassini. Perché sia chiaro, nessun Dio chiede di farsi saltare in aria e infrangere in un battito di ciglia i sogni di centinaia di innocenti. Da New York a Parigi, dopo quattordici anni nulla è cambiato: in quei quadri dell’orrore, c’è un unico denominatore in comune, il terrorismo. Le immagini scorrono dinanzi ai nostri occhi con parecchie analogie: le folle in fuga, la disperazione e le lacrime. In quegli istanti la paura ghiaccia il sangue nelle vene, blocca il respiro e impedisce di ragionare. La corsa della speranza è guidata dall’istinto. Uno scoppio dietro l’altro a squartare il silenzio della quotidianità. Dallo scorso 13 novembre, nella capitale francese si vive in un limbo, un’atmosfera surreale e al contempo terribile. Servirà tempo per svegliarsi dall’incubo, ma non per dimenticare. Il dolore e i graffi al cuore dei francesi e di tutta l’Europa, resteranno indelebili sulla pelle e nella mente per sempre. I seguaci dell’Isis hanno aspettato tramontasse il sole, per dare sfogo al loro delirante impulso omicida, colpendo indistintamente cittadini inermi. Ad essere presi d’assalto sono stati i luoghi simbolo di aggregazione della città: lo stadio de France con l’invasione di campo degli spettatori durante l’amichevole di calcio tra Francia e Germania, il teatro Bataclan cornice del concerto degli Eagles of Death Metal. L’entusiasmo, soprattutto dei giovani, è stato spezzato via da dei kamikaze, in una serata qualunque in cui c’era voglia solo di divertirsi. Una cena con gli amici in un ristorante, una passeggiata in centro oppure quattro chiacchiere in un locale. Un attacco alla libertà di ogni individuo, una aggressione finalizzata ad obbligarci a vivere nel panico e rinchiuderci in casa. Una strage a cui nessuno può rimanere indifferente voltando le spalle come se nulla fosse successo, indignarsi ora non basta. Altrimenti saremo costretti a raccontare in un futuro non troppo remoto di una nuova tragedia.

Servizio a cura di Davide Nunziato

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